(Per l’italiano vedi sotto) We asked Blanka Cseres-Gergely, SWALS (EN/HU) and the student board president, to share the speech she gave to her fellow 2021 graduates at this year’s BAC ceremony. Here is the text of her speech.

It’s very hard to find things all of us can agree on.

One thing we likely won’t argue about though, is that this year has been one hell of a ride.

But we did it!!

This year was not easy and to say that we got through it smoothly would be a lie. We know how hard each one of us fought to manage to get the results we need, or to just get through each day. I hope you’re all proud of yourselves because, although we have become so accustomed to these circumstances, sometimes they might feel ordinary, they really are not.

This whole year we were deprived of a social life, of a proper education and of a proper care of our mental health, yet we were expected to live our life normally, to keep going, to look forward to the future and never stop for one second to process what was going on.

With all that said, we are such lucky kids, kids that have the privilege to go to an international school, a school that is somewhat open minded and accepting of our individuality and the choices that we make.

However, this should not stop us from noticing the flaws in the ES system. Working with people from the central office (Brussels) we have seen that often their priority is not our wellbeing but their reputation.

Many people that have power lack empathy and compassion – two things which are key when making decisions that will affect other people’s lives. This lack of empathy, understanding and compassion is why this year was so tough and why we can truly say that it’s been brutal out here.

Nevertheless, we were fortunate enough to receive lots of support from many people in this school (some of whom you might not be aware of!).

So let us quickly thank just some of them: thank you to Ms McDonald for always being available and ready to help; to João, for fighting for us tooth and nail at every meeting; thank you to all those that made our job 5 times more difficult than it had to be and made us learn an even bigger lesson; thank you to our new friends from the other European schools whom we could always discuss issues and exchange ideas with; and thank you to the other parents in the AGSEV, teachers, members of staff, and the management.

And, perhaps most importantly, a special thank you to all the teachers who worked beyond what could ever be asked of them to prepare us for the BAC.

Maybe there is one more thing we can agree on: even if we don’t remember most of the things we memorised for the BAC, we learnt a lot this year.

I’ve got a cliche for you: “it was the best of times, it was the worst of times” (that’s Charles Dickens). And while we could go on and on about all the things which made this year sad and difficult, things both outside and inside our control, we have also had fun together, even those of us who don’t always like each other very much.

There were moments this year where the S7 felt like a home, whether it was during the camminata, the champagne or the dress up week.

At the end of the day most of us grew up together from the ages of 6, 12, 14 and so on… and hopefully we can all find something beautiful to think of when we look back on the past years’ memories.

Le cose che non dimenticheremo

Abbiamo chiesto a Blanka Cseres-Gergely, in SWALS (EN/HU) e presidente del consiglio studentesco, di condividere il discorso che ha fatto ai suoi compagni della classe 2021 alla cerimonia del BAC di quest’anno. Ecco il testo del suo discorso.

È molto difficile trovare cose su cui la pensiamo tutti allo stesso modo.

Su una cosa però penso che siamo tutti d’accordo, che quest’anno è stato un viaggio incredibile.

Ma ce l’abbiamo fatta!

Quest’anno non è stato facile e dire che l’abbiamo superato senza problemi sarebbe una bugia. Sappiamo quanto ognuno di noi ha lottato per riuscire ad ottenere i risultati a cui aspirava, o semplicemente per sopravvivere alla giornata. Spero che siate tutti orgogliosi di voi stessi perché, anche se ci siamo abituati a queste circostanze, anche se a volte possono sembrare normali, in realtà non lo sono affatto.

Per tutto quest’anno siamo stati privati di una vita sociale, di un’educazione adeguata e di una cura adeguata della nostra salute mentale, eppure ci si aspettava da noi che vivessimo la nostra vita normalmente, che andassimo avanti, che guardassimo al futuro e che non ci fermassimo mai un secondo ad elaborare quello che stava succedendo.

Detto questo, siamo ragazzi fortunati, ragazzi che hanno il privilegio di frequentare una scuola internazionale, una scuola che ha una mentalità aperta e che accetta la nostra individualità e le scelte che facciamo.

Tuttavia, questo non dovrebbe impedirci di notare i difetti del sistema ES. Lavorando con le persone dell’ufficio centrale (Bruxelles) abbiamo visto che spesso la loro priorità non è il nostro benessere ma la loro reputazione.

Molte persone che hanno potere mancano di empatia e compassione – due cose che sono fondamentali quando si prendono decisioni che riguardano la vita di altre persone. Questa mancanza di empatia, comprensione e compassione è il motivo per cui quest’anno è stato così duro e perché ci sentiamo veramente di dire che è stato “brutal out here”.

Ciononostante, siamo stati molto fortunati nel ricevere un grande sostegno da parecchie persone in questa scuola (che forse non se ne rendono conto!).

Quindi ne ringraziamo velocemente qualcuna: grazie alla signora McDonald per essere sempre disponibile e pronta ad aiutare; a João, per aver lottato per noi con le unghie e con i denti ad ogni incontro; grazie a tutti coloro che hanno reso il nostro lavoro 5 volte più difficile del dovuto e ci hanno fatto imparare una lezione ancora più grande; grazie ai nostri nuovi amici delle altre scuole europee con cui abbiamo sempre potuto discutere e scambiare idee; e grazie agli altri genitori dell’AGSEV, agli insegnanti, ai membri del personale e alla direzione.

E, forse la cosa più importante, un grazie speciale a tutti gli insegnanti che hanno lavorato al di là di quello che si poteva chiedere loro per prepararci al BAC.

Forse c’è un’altra cosa su cui possiamo essere d’accordo: anche se non ricordiamo la maggior parte delle cose che abbiamo memorizzato per il BAC, quest’anno abbiamo imparato molto.

Ho un cliché per voi: “era il migliore dei tempi, era il peggiore dei tempi” (questo è Charles Dickens). E anche se potremmo continuare a parlare di tutto ciò che ha reso quest’anno triste e difficile, sia che dipendesse da noi o meno, ci siamo anche divertiti insieme, anche quelli fra noi che non vanno molto d’accordo.

Ci sono stati momenti quest’anno in cui la S7 si è sentita come una famiglia, che fosse durante la camminata, lo champagne o la settimana dei travestimenti.

Alla fine la maggior parte di noi è cresciuta insieme dall’età di 6, 12, 14 anni e così via… e speriamo di poter trovare tutti qualcosa di bello a cui pensare quando guarderemo ai ricordi degli anni passati.